‘Romanzo’: così l'autore definisce questa sua opera. E davvero vi sono tutti gli ingredienti del romanzo: situazioni che mutano o si accavallano, luoghi perduti (forse) e ritrovati, personaggi di vario genere, sentimenti vari, analisi psicologiche, e, da ultimo, il finale che conclude e giustifica la narrazione.

Ma c'è ben altro. Un ‘libro’ che descrive (o allude), stimola, chiarisce o suggerisce, spinge all'azione o alla ricerca, nel momento stesso in cui suggestiona o intimorisce.

Infiniti i luoghi, i tempi, i personaggi (ma sono poi veramente personaggi?).

Luoghi che non sono luoghi, ma apparizioni; tempi che non sono misurabili, ma istanti, o durata di cose e di visioni e di pensieri.

La ‘cifra’ di questo romanzo non è certo la ‘visione’ del reale o dei personaggi, o l'analisi psicologica.

È ben altro: è la domanda, è la ricerca, è il ritrovamento non tanto di ciò che è, o fu, o sarà, ma di ciò che può o potrà essere, che forse fu; è il persuadimento (o forse il possibile convincimento?) che ciò che è non ha una struttura ferma, stabile, chiara, bensì una ‘cifra’ possibile, sfuggente, molteplice e insomma misteriosa e inafferrabile.

‘C'è un mondo nascosto intorno a noi’: con questa inoppugnabile affermazione si conclude (?) la narrazione (o più propriamente la ricerca e l’analisi).

Non dunque un ‘romanzo’ nel senso comune di narrazione e descrizione di fatti, rappresentazione di una vita e di eventi reali o possibili.

Non ‘romanzo’, bensì espressione ed esposizione di un profondo convincimento dichiarato nel finale e in seguito attraverso tutta l'opera: ‘C'è un mondo nascosto intorno a noi’.

Tale ‘mistero’ non deve impedire la ricerca, ma accendere la volontà di osservare e anzi esplorare la realtà.

Ma che cos'è la realtà?

Il linguaggio usato dall'autore è perfettamente adatto allo ‘scopo’ del racconto, ed è perciò talora quello del reale, dell'esistenza comune, dell'esperienza giornaliera; spesso è la lingua dell'inesprimibile, del nascosto, della possibile incomprensione, di una realtà ‘altra’ e inavvicinabile da chi rifiuti o tema ciò che non è palese o facilmente consolatorio nella sua assenza di problematicità.

Chi ha letto questo romanzo, pensa inevitabilmente a Kafka, a Proust, al Maupassant dei ‘Racconti fantastici’ e a Pirandello.

Una straordinaria ricerca - infinita - sull'essenza misteriosa della ‘realtà’.

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NELLY RELLINI ROSSI, discendente della famiglia dei Rossi di Parma, scrittrice di svariate raccolte di racconti fantastici.

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